Il batterio della lebbra potrebbe rigenerare il fegato: la scoperta

La lebbra (o malattia di Hansen) è una delle infezioni più antiche e persistenti, ma il batterio che la causa, il Mycobacterium leprae, potrebbe facilitare la scoperta del più grande segreto del fegato, ovvero la sua straordinaria capacità di rigenerarsi. I

Ad oggi il fenomeno è stato osservato sugli armadilli, ma se fosse confermato anche sull’uomo rivoluzionerebbe la medicina: il fegato degli armadilli contagiati è cresciuto sino a diventare un terzo più grande, mantenendo però inalterata la sua funzionalità.

Il fegato può “ringiovanire”

Per il biologo Anura Rambukkana (autore dello studio e impiegato presso il Centro di Medicina Rigenerativa MRC all’Università di Edimburgo) tutto ciò prende il nome di alchemia biologica: in poche parole, il batterio riprogramma e ringiovanisce le cellule infettate, riconducendole ad uno stato di potenzialità maggiori proprio come avviene per le staminali. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Cell Reports Medicine.

L’esperimento

Il team capitanato dal dott. Rambukkana ha infettato 57 armadilli col patogeno della lebbra. Il batterio non solo ha riportato il fegato degli animali ad uno stato di immaturità cellulare (come quello visibile nello sviluppo fetale) ma lo ha fatto sviluppare di un terzo rispetto alle condizioni originarie, mantenendo intatte struttura anatomica e funzioni senza alcun tipo di degenerazione patologica.

Potremmo salvarci grazie agli armadilli

Mai come ora si rendono necessarie ulteriori ricerche ed esperimenti. L’obiettivo è quello di sfruttare il fenomeno che ha interessato gli armadilli oggetto di studio per indurre la rigenerazione del fegato in persone affette da malattie epatiche.