Gastrite: sintomi, cause e dieta

Se hai bruciore di stomaco, crampi, dolore addominale, a volte anche una lieve nausea, fermatevi un momento a pensare: e se mi facessero venire la gastrite?

Consigli per scegliere la giusta dieta per la gastrite. Essendo un disturbo la cui genesi è fortemente influenzata dallo stile di vita, la gastrite può essere calmata o del tutto risolta applicando alcune variazioni nelle abitudini alimentari.

La gastrite è una infiammazione della mucosa gastrica. Funzione della mucosa gastrica è quella di proteggere le pareti dello stomaco dall’ambiente acido e aggressivo che si crea durante la digestione.
Le cause della gastrite possono essere varie:

  • Stress;
  • alimentazione squilibratacon presenza di alimenti elaborati dalla difficile digestione o anche da quantità eccessive;
  • uso e abuso di alcool e fumo e sostanze irritanti quali caffè, bevande eccitanti e zuccherate, o troppo calde;
  • infezione da helicobacter pylori ( batterio spiraliforme che può colonizzare la mucosa gastrica, il rivestimento dello stomaco umano. L’infezione è spesso asintomatica, ma talvolta può provocare gastrite e ulcere a livello dello stomaco o del duodeno).

Per la maggior parte delle persone che ne vengono interessate la gastrite non rappresenta un problema serio, al contrario migliora rapidamente se trattata in modo corretto; se trascurata, invece, può durare anni e/o condurre a complicazioni anche importanti.

Cause

Le pareti dello stomaco normalmente sono protette da una mucosa che fa da barriera contro gli acidi responsabili della digestione.

Gli acidi presenti sono così corrosivi che, in assenza di un’adeguata protezione, finirebbero per digerire lo stomaco stesso; se questa barriera si indebolisce i succhi digestivi riescono quindi a danneggiare e infiammare le pareti dello stomaco causando la comparsa di gastrite.

Infezione da helicobacter pylori

L’infezione causata dal batterio helicobacter pylori è la causa principale di comparsa di ulcera gastrica ed è inoltre responsabile di numerosi casi di gastrite, nella maggior parte dei casi cronica.

Si stima che metà della popolazione mondiale sia stata infettata da questo batterio, in grado di trasmettersi da persona a persona.

La maggior parte delle persone infette non soffre tuttavia di complicazioni dell’infezione, ma in alcune di esse il batterio può lacerare la mucosa interna dello stomaco modificando così le pareti gastriche.

Non si sa con esattezza perché solo alcune persone soffrano delle complicazioni dell’infezione da Helicobacter pylori (circa il 20% del totale), ma i medici ritengono che la vulnerabilità al batterio possa essere ereditaria oppure sia provocata dallo stile di vita errato, ad esempio dal fumo e dagli alti livelli di stress.

L’H. pylori è contagioso, ma l’esatta via di trasmissione non è ancora stata chiarita; l’uomo sembra essere l’unico serbatoio in natura per il batterio e la via di contagio più probabile si pensa essere quella orale o oro-fecale (consumo di alimenti contagiati da feci di soggetti portatori).

  • A sostegno dell’ipotesi di trasmissione orale è il fatto che il batterio sia stato isolato nella placca e soprattutto nella saliva; non è invece chiaro se la bocca sia un passaggio casuale (per esempio causato da rigurgito o vomito) o meno.
  • Per quanto riguarda il rischio di contagio oro-fecale è stato dimostrata una buona sopravvivenza del microrganismo nell’acqua (per diversi giorni), anche se in realtà manca una conferma certa della presenza del batterio nelle feci espulse da un portatore.

Terapia dell’Helicobacter pylori

Una volta diagnostica la presenza dell’infezione attiva, la terapia è farmacologica e consiste nell’assunzione di antibiotici in grado di eradicare il batterio.

Non ci sono evidenze del fatto che una particolare alimentazione possa aiutare a risolvere più in fretta l’infezione ma, specie se è presente un’ulcera, può essere consigliabile evitare i cibi piccanti, gli alcolici e un eccesso di grassi animali.

È importante bandire il fumo perché le sigarette possono contribuire al peggioramento delle ulcere e impedire una pronta guarigione.

Dieta per la gastrite

Alcune indicazioni nutrizionali possono aiutare a trovare sollievo dai disturbi provocati dalla gastrite. In particolare – sottolineano gli esperti dell’Istituto superiore di sanità – è consigliato:

  • Consumare pasti piccoli e frequenti. L’eccesso di cibo stimola la produzione di succhi gastrici e il reflusso gastroesofageo.
  • Mangiare a orari regolari e non saltare i pasti. Lo stomaco secerne regolarmente acidi che non possono essere assorbiti se lo stomaco resta vuoto, senza cibo.
  • Masticare lentamente. Una corretta masticazione favorisce la digestione, riducendo i tempi di permanenza del cibo nello stomaco.
  • Al termine del pasto restare seduti una decina di minuti, in modo da favorire la digestione.
  • Evitare i cibi che irritano lo stomaco. Spezie, i cibi piccanti, i cibi ricchi di grassi sembra favoriscano il reflusso acido. Andrebbero evitati anche i cibi che favoriscono l’acidità gastrica e l’irritazione delle pareti dell’esofago, come gli agrumi.
  • Seguire un’alimentazione bilanciata, povera di grassi e proteine e ricca di carboidrati.
  • Prediligere metodi di cottura semplici, come la cottura a vapore o al cartoccio.
  • Evitare il caffè, l’alcol e il fumo, irritanti per la mucosa dello stomaco.

Cibi e bevande consigliati

Tra gli alimenti da portare in tavola se si soffre di gastrite, invece, gli esperti dell’Istituto superiore di sanità consigliano:

  • Cereali, preferibilmente integrali.
  • Pane ben cotto o tostato, cracker e fette biscottate.
  • Frutta non acida.
  • Ortaggi di stagione.
  • Lenticchie, ceci e soia, da preferire tra i legumi.
  • Carni bianche.
  • Pesce magro.
  • Olio extravergine d’oliva a crudo, aggiunto con moderazione per non eccedere nelle quantità.

Cibi e bevande sconsigliati

I cibi che possono irritare la mucosa, aumentare la secrezione gastrica o rallentare lo svuotamento dello stomaco includono alcune bevande, quali:

  • Caffè e bevande contenenti caffeina (tè, coca cola, cioccolato)..
  • Bevande gassate
  • Liquidi caldi o troppo freddi.
  • Vino e superalcolici.

E alcuni cibi:

  • Spezie, in quantità elevate.
  • Salse, panna, sughi cotti con abbondanti quantità di olio, margarine, burro, strutto e altri alimenti ricchi di grassi.
  • Brodo di carne.
  • Minestre contenenti estratti per brodo.
  • Formaggi piccanti e fermentati.
  • Insaccati.
  • Cibi conservati, sott’oli, sottaceti, affumicati.
  • Alimenti eccessivamente grassi o proteici.
  • Frutta e ortaggi acidi, ad esempio gli agrumi (limone, lime, arance, mandarini, pompelmo, bergamotto ecc.) E il pomodoro.
  • Frutta secca oleosa (mandorle, noci, anacardi, nocciole, pistacchi ecc.) In quantità eccessive.

Quando i disturbi cominciano ad attenuarsi, si può allargare la propria dieta, provando a mangiare alcuni alimenti che erano stati sospesi osservando con attenzione la risposta del proprio corpo.

Si sottolinea che le indicazioni alimentari di cui sopra non intendono sostituire il parere del medico di famiglia, del nutrizionista o del dietista, figure professionali con le quali è importante concordare il piano nutrizionale migliore in base alla situazione personale.