“Ero lì con lui”: Rolando Ravello racconta il dolore per Pietro Taricone dopo 15 anni
Rolando Ravello apre il suo cuore e ripercorre una carriera lunga e ricca di incontri importanti. In una lunga intervista al Fatto Quotidiano, l’attore racconta il suo viaggio nel mondo del cinema, dagli inizi fino alle collaborazioni con alcuni dei più grandi protagonisti italiani.
Un percorso che gli ha permesso di attraversare diverse epoche del cinema italiano e lavorare accanto a nomi come Ettore Scola e Alberto Sordi, raccogliendo soddisfazioni ma anche vivendo momenti difficili rimasti impressi nella memoria.
La Coppa Volpi annunciata e poi ritirata
Tra gli episodi più sorprendenti raccontati da Ravello c’è quello legato alla Mostra del Cinema di Venezia e a una Coppa Volpi che sembrava già conquistata.
L’attore ha ricordato il momento in cui gli venne comunicato di aver ricevuto il prestigioso riconoscimento. La notizia lo spinse a festeggiare insieme alle persone più care, tanto da organizzare una serata di celebrazioni con amici e fidanzata.
La sorpresa arrivò il giorno successivo, quando dal Festival gli comunicarono che il premio non sarebbe stato assegnato: il motivo era legato al fatto che il riconoscimento non era mai stato attribuito a un attore esordiente.
Una vera beffa per Ravello, che aveva già assaporato un momento capace di dare una svolta alla sua carriera.
Nonostante la delusione, l’attore ha raccontato di aver trovato conforto nella stima ricevuta dai colleghi. Tra questi anche Alberto Sordi, che lo omaggiò proprio dal palco di Venezia, e Vittorio Gassman.
Il dolore per la morte di Pietro Taricone
Uno dei passaggi più intensi dell’intervista riguarda il ricordo di Pietro Taricone, con cui Ravello aveva stretto una forte amicizia durante il lavoro sul set de La Nuova Squadra.
I due condividevano anche una grande passione per il paracadutismo. Una passione che per Taricone si trasformò in tragedia il 29 giugno 2010, quando l’attore morì in seguito a un incidente durante un lancio.
Ravello ha raccontato il peso emotivo di quel momento, spiegando di essere stato insieme a Taricone proprio quel giorno.
“Ho dovuto affrontare un lungo percorso psicologico dopo la morte di Pietro”, ha raccontato l’attore, spiegando di aver seguito per anni un percorso di analisi per elaborare il trauma.
Un ricordo che resta indelebile
Parlando dell’amico scomparso, Ravello ha ricordato soprattutto la sua autenticità: una persona capace di dire sempre ciò che pensava, ma allo stesso tempo dotata di una grande umiltà.
La morte di Taricone ha lasciato un segno profondo nella sua vita. L’attore ha raccontato di aver provato più volte a tornare al campo di lancio, senza però riuscire più a salire sull’aereo.
Una ferita ancora aperta che racconta quanto quel legame fosse speciale.
Tra successi, occasioni mancate e dolori personali, Rolando Ravello mostra il lato più umano di una carriera costruita con talento, passione e resilienza.

