Rai, ascolti disastrosi per Filorosso e Patù: Usigrai attacca i vertici

Rai, ascolti disastrosi per Filorosso e Patù: Usigrai attacca i vertici

Gli ascolti crollano, le polemiche crescono e i sindacati chiedono trasparenza. Al centro della contestazione ci sono Filorosso, su Rai 3, e Patù, su Rai 2, finiti nel mirino dell’Esecutivo Usigrai per risultati giudicati deludenti.

Secondo la nota sindacale, Patù avrebbe superato di poco l’1% di share, mentre Filorosso non sarebbe riuscito a raggiungere il 3%. Numeri che alimentano interrogativi sull’efficacia delle scelte editoriali e sull’impiego delle risorse del servizio pubblico.

Usigrai contesta i compensi e chiede trasparenza

La parte più dura della presa di posizione riguarda il rapporto tra ascolti e costi. Nella nota, il sindacato cita il caso di un conduttore che percepirebbe oltre 300mila euro a stagione, sostenendo che la cifra non sarebbe stata smentita.

Usigrai critica inoltre la gestione delle informazioni sui compensi di conduttori e autori. Secondo il sindacato, alcuni consiglieri di amministrazione avrebbero chiesto chiarimenti senza ottenere risposte adeguate, con conseguenze sulla possibilità di esercitare pienamente le funzioni di controllo.

La contestazione si estende anche alla governance aziendale e alle scelte editoriali, che secondo l’organizzazione sindacale favorirebbero una linea filogovernativa nonostante i risultati d’ascolto negativi.

Il nodo del servizio pubblico

La questione va oltre la sfida degli ascolti. Quando una trasmissione registra risultati così bassi, diventa legittimo domandarsi se il suo costo sia proporzionato ai risultati ottenuti e quali criteri guidino la decisione di mantenerla in palinsesto.

A maggior ragione quando si tratta della Rai, finanziata anche attraverso il canone pagato dai cittadini. La trasparenza sui compensi, le valutazioni editoriali e la responsabilità dei vertici dovrebbero essere elementi centrali nella gestione dell’azienda.

Usigrai avverte inoltre che le conseguenze delle scelte aziendali potrebbero ricadere sui dipendenti. Resta da capire se i programmi riusciranno a recuperare pubblico o se i risultati porteranno a nuove decisioni.

La domanda è inevitabile: quanto può costare un programma che non conquista gli spettatori prima che qualcuno decida di intervenire?

Notifiche push abilitate

Grazie per aver abilitato le notifiche!

PubblicitàPubblicità

You may also like...