Mahmood chiamato a testimoniare nel processo contro Riccardo Tisci: le 64 domande dei giudici
Mahmood sarebbe stato convocato come testimone nel procedimento giudiziario che coinvolge Riccardo Tisci, accusato da Patrick Cooper di violenza e sequestro di persona. Il cantante non risulta indagato, ma il suo nome compare negli atti perché presente durante la serata del 29 giugno 2024, ricostruita al centro dell’inchiesta.
Secondo quanto riportato da MowMag, Mahmood avrebbe scelto inizialmente di non testimoniare spontaneamente. Per questo motivo, gli avvocati dello stilista avrebbero fatto ricorso alla Convenzione dell’Aia per poter ottenere la sua deposizione sotto giuramento.
La vicenda è stata approfondita dalla giornalista Grazia Sambruna, che ha analizzato i documenti ufficiali depositati presso la United States District Court di New York, ancora consultabili online.
Le 64 domande rivolte a Mahmood
Dagli atti emergerebbe un elenco dettagliato di ben 64 domande che il cantante dovrebbe affrontare in qualità di persona presente ai fatti.
Le richieste riguardano soprattutto la notte del 29 giugno 2024, quando Mahmood, Riccardo Tisci e Patrick Cooper si sarebbero incontrati prima di recarsi nel ristorante “2 Sisters 4 Brothers”, nel quartiere Harlem di New York.
Gran parte delle domande si concentra sul comportamento di Patrick Cooper durante quella serata, sul consumo di alcolici e sulle dinamiche avvenute all’interno del locale.
Ai giudici interesserebbe capire se Cooper apparisse alterato, se avesse assunto alcol volontariamente e se qualcuno gli abbia consegnato drink o sostanze senza il suo consenso.
Le domande sui drink e le presunte sostanze
Una parte centrale dell’interrogatorio riguarda proprio i cocktail consumati da Patrick Cooper.
Tra i quesiti riportati negli atti, Mahmood dovrebbe chiarire se abbia personalmente dato da bere a Cooper, chi fosse presente al tavolo e se i drink siano rimasti sempre sotto il suo controllo prima di essere consegnati.
Le domande affrontano anche il tema più delicato dell’intera vicenda: gli investigatori chiedono infatti se Riccardo Tisci abbia mai parlato dell’idea di drogare Cooper oppure se abbia chiesto a Mahmood di aggiungere sostanze ai drink.
Al cantante verrebbe inoltre chiesto esplicitamente se lui stesso abbia mai alterato le bevande.
Le comunicazioni del giorno dopo
Un’altra parte importante dell’interrogatorio riguarda la mattina del 30 giugno 2024.
Secondo i documenti, Mahmood dovrebbe riferire eventuali conversazioni avute con Riccardo Tisci nelle ore successive alla serata, comprese telefonate e messaggi WhatsApp.
Gli avvocati vogliono capire se Tisci abbia raccontato al cantante dettagli sulla notte trascorsa con Patrick Cooper, incluso il presunto risveglio nell’appartamento dello stilista.
Tra le domande più delicate compare anche la richiesta di leggere ad alta voce i messaggi scambiati quella mattina, specificando chi abbia scritto ogni singola frase.
Il racconto di Patrick Cooper
Nel frattempo Patrick Cooper ha raccontato la sua versione dei fatti in un’intervista rilasciata al quotidiano britannico The Independent.
L’uomo sostiene di sospettare di essere stato drogato, pur dichiarando di non aver percepito anomalie nel cocktail consumato quella sera. Ha inoltre precisato di non aver assunto sostanze stupefacenti volontariamente.
Cooper avrebbe anche dichiarato che il drink gli sarebbe stato consegnato proprio da Mahmood, elemento che avrebbe spinto la difesa di Riccardo Tisci a convocare il cantante come testimone chiave del procedimento.

