Dolly Parton, l’eredità da 450 milioni finisce al centro di una guerra legale

Dolly Parton, l’eredità da 450 milioni finisce al centro di una guerra legale

La morte di Dolly Parton ha lasciato un patrimonio stimato in circa 450 milioni di dollari, ma anche una disputa che è rapidamente approdata in tribunale. Al centro dello scontro ci sono un nipote della cantante e il suo storico manager.

Lo scontro dopo la morte della cantante

Dolly Parton è morta il 25 agosto a 80 anni, dopo una breve malattia. La cantante era rimasta vedova dopo la morte del marito Carl Dean e la coppia non aveva avuto figli.

Tra i possibili eredi figurano quindi familiari della star, comprese le sorelle, l’unico fratello ancora in vita e diversi nipoti. Ma la gestione del patrimonio ha già aperto un fronte giudiziario.

Uno dei protagonisti è Bryan Seaver, figlio della sorella Cassie. Per oltre vent’anni ha lavorato per Dolly occupandosi della sua sicurezza ed era stato proprio lui ad annunciare pubblicamente la morte della zia.

Le accuse del manager

Dopo la scomparsa della cantante, la società She’s Alive, incaricata di amministrare e tutelare i suoi interessi, avrebbe interrotto i rapporti con Seaver e con la sua società di sicurezza.

A quel punto sarebbe iniziato lo scontro con Danny Nozell, storico manager di Dolly Parton e responsabile del fondo fiduciario. Nozell ha portato Seaver in tribunale sostenendo che il nipote lo avrebbe minacciato di morte.

Nella documentazione presentata sarebbero state inserite anche comunicazioni nelle quali Seaver avrebbe minacciato di rendere pubbliche presunte irregolarità attraverso un podcast. Secondo l’accusa, avrebbe inoltre chiesto denaro in cambio del silenzio.

Il 22 settembre un giudice del Tennessee ha disposto un ordine restrittivo temporaneo nei confronti di Seaver e della sua agenzia.

La versione del nipote

Bryan Seaver ha però fornito una ricostruzione differente. Secondo quanto riportato da TMZ, l’uomo avrebbe spiegato che le frasi contestate erano state pronunciate nel pieno del dolore per la perdita della zia.

Seaver sostiene inoltre di aver agito con l’obiettivo di proteggere la propria famiglia e gli interessi di Dolly Parton.

La vicenda è quindi ancora al centro di un confronto giudiziario nel quale le accuse devono essere distinte dalla versione fornita dal diretto interessato. Intanto, il patrimonio milionario della cantante è diventato lo sfondo di una disputa che coinvolge famiglia, collaboratori storici e gestione dell’eredità.

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