Tumore alla prostata e dieta verde, la dieta vegetale riduce il rischio

Le persone affette da cancro alla prostata che consumano un maggior numero di verdure hanno meno probabilità di andare incontro a progressione o recidiva: di ben oltre il 50% rispetto a coloro che assumono meno verdure.

La dottoressa Vivian Liu dell’Osher Center for Integrative Health dell’Università della California, San Francisco, ha presentato uno studio incentrato sul modo in cui ciò che mangiamo può influire sul rischio di cancro alla prostata.  È quanto emerge da uno studio statunitense condotto su oltre 2mila persone, che viene presentato all’American Society of Clinical Oncology Genitourinary Cancers Symposium (Asco Gu).

Per ora, i risultati vanno presi con le molle. Ma forniscono informazioni importanti che aiuteranno gli scienziati a capire meglio come i nutrienti possano causare il cancro in alcune persone.

Dieta e cancro della prostata

Il tumore alla prostata è di gran lunga la forma di cancro più comune tra gli uomini italiani di età pari o superiore ai 50 anni, con una stima di 46 mila nuovi casi previsti nel 2022.

Studi osservazionali hanno tradizionalmente dimostrato che le persone che mangiano pomodori e altre verdure almeno cinque volte alla settimana hanno meno probabilità di sviluppare il cancro alla prostata.

Poco si sa, tuttavia, su come l’apporto nutrizionale sia correlato al decorso della malattia o alla sopravvivenza del paziente.

Cancro della prostata, lo studio

Il presidente nazionale della SIUrO Sergio Bracarda sottolinea che lo studio dei colleghi d’oltreoceano apre “possibili nuove prospettive sulle raccomandazioni dietetiche per i pazienti”.

Sono oltre 564 mila gli uomini che vivono in Italia dopo una diagnosi di tumore alla prostata e il loro numero è in costante crescita.

Si tratta quindi di una malattia molto comune, e fermare la sua progressione deve essere la nostra priorità. Tuttavia, sono necessarie ulteriori indagini per accertare in modo più dettagliato quale sia la dieta migliore, in grado di bilanciare ogni nutriente tenendo conto delle esigenze individuali.

Ad esempio, una persona sottoposta a terapia ormonale probabilmente subirà una perdita di massa muscolare. Per questo motivo dovrebbe consumare alimenti ricchi di proteine e non solo verdure.

Lo stile di vita alimentare è fondamentale sia prima che dopo una diagnosi di neoplasia genito-urinaria.

L’indagine ha incluso 2.038 uomini di età compresa tra i 43 e i 102 anni con una diagnosi di tumore alla prostata in stadio iniziale o localmente avanzato.

Verdure e cancro alla prostata

I soggetti hanno compilato un questionario sulla frequenza di consumo di circa 140 diversi alimenti e bevande, da cui è stato ricavato un indice che indicava la frequenza con cui le verdure erano incluse nella dieta.

I ricercatori hanno studiato il legame tra l’alimentazione e il rischio di progressione o recidiva del cancro alla prostata nei pazienti affetti da cancro per un periodo di 7,4 anni.

Liu afferma: “Sappiamo che le diete che includono verdura, frutta e legumi sono collegate a molti benefici per la salute. Per esempio, questo tipo di alimenti può contribuire a ridurre il rischio di diabete e di malattie cardiache. La riduzione della progressione del cancro alla prostata è un altro dei vantaggi di una dieta ricca di fibre”.

È stato riscontrato che alti livelli di consumo di verdure riducono il rischio di progressione o recidiva della malattia rispettivamente del 52% e del 53%, rispetto a una riduzione significativa di solo il 16,5% per i partecipanti che ne mangiavano una quantità ridotta. I ricercatori hanno controllato le variabili confondenti come l’età, l’obesità e la storia familiare quando hanno esaminato queste associazioni.